Coltivazione idroponica della marijuana indoor

Tempo di lettura 6 minuti
Immagine di un raccolto idroponico al crepuscolo
Immagine di un raccolto idroponico al crepuscolo

 

 

I giardini idroponici si stanno diffondendo in tutto il mondo sempre più velocemente. Al giorno d’oggi possiamo vedere questo tipo di colture nelle facciate di edifici in molte città, orti urbani e soprattutto nelle coltivazioni idroponiche di cannabis a casa.

In linea di principio, può sembrare che ci vogliano molti soldi per poter coltivare con questo sistema. Che tu ci creda o no, è invece un modo redditizio sul lungo termine, poiché risparmierai non solo sulla terra, ma anche sui fertilizzanti, sull’acqua e sul consumo di elettricità.

In questo articolo vedremo come si coltiva l’erba con una coltura idroponica, come preparare la soluzione nutritiva, nonché i migliori fertilizzanti, lampade e altri componenti necessari. Interessante, vero? Bene, procediamo…

 

 

🧐 Come funziona un sistema idroponico ?

 

Questo metodo di coltivazione si basa sul passaggio di nutrienti e aria attraverso le radici delle piante. Quando si coltiva nel terreno, la pianta esegue un processo di scambio cationico per assorbire i nutrienti disponibili nel terreno. Ebbene, nella coltivazione idroponica questo processo è molto accelerato, tanto che le piante riescono ad aumentare il ritmo del loro metabolismo e produrre molto di più.

È il modo più efficiente per ottenere un raccolto abbondante nel minor tempo possibile, per questo ha soppiantato altri sistemi di coltivazione, sia nell’agricoltura intensiva che nella coltivazione domestica.

Immagine di una coltivazione idroponica indoor di erba *
Immagine di una coltivazione idroponica indoor di erba *

 

Quando e come è nata?

La tecnica idroponica è piuttosto vecchia, anche se di primo acchito possiamo pensare che sia un’invenzione della NASA o comunque moderna, non è così. Le prime testimonianze di progetti di coltivazione idroponica indicano che secoli prima di Cristo venivano già utilizzati metodi simili: un esempio sono i giardini babilonesi, ma anche gli Aztechi lo usavano.

Successivamente le tecniche si sono evolute e John Woodward ha pubblicato degli studi rivoluzionari intorno all’anno 1699. Poco dopo vennero gli studi di Sachs e Knop, i cosiddetti padri dell’acquacoltura. Nel secolo scorso è stato perfezionato e oggi abbiamo molti tipi diversi di impianti idroponici.

 

 

💻 Coltivazione idroponica indoor della marijuana

 

Si pensa che la prima coltivazione idroponica di cannabis al mondo sia stata fatta dagli hawaiani nel 1970 circa. Si diffuse rapidamente attraverso l’onda californiana che in quel momento dominava la “cultura della coltivazione“. Questa, insieme alla proliferazione della coltivazione indoor spinta dalla repressione di Nixon, hanno dato impulso all’espansione di questo sistema.

Molte persone hanno iniziato a provare l’idroponica a casa, portando alla nascita in California in quel decennio della General Hydroponics. Questa azienda ha creato uno standard nell’alimentazione delle piante di marijuana coltivate senza suolo, che continua ancora oggi.

 

 

🎬 Quali materiali sono necessari per coltivare l’erba in idroponica ?

 

Oltre all’illuminazione, alla ventilazione e al resto degli utensili di cui qualsiasi coltivazione della cannabis ha bisogno per creare il giusto ambiente, nel caso dell’idroponica è necessario utilizzare uno dei sistemi disponibili sul mercato, che può anche essere realizzato in casa con i seguenti materiali:

 

  1. Contenitore da 90 litri o simile
  2. Coperchio per il contenitore (può essere in plastica o polistirolo)
  3. Pompa per l’acqua
  4. Pompa per l’aria
  5. Pietra diffusore d’aria
  6. Tubo atossico
  7. Tubi e gocciolatori
  8. Cubi o lastre di lana di roccia, in mancanza, vasi da 5 litri con argilla
  9. Vassoio o tavolo da coltivazione con scarico
  10. Timer
  11. Fertilizzanti per idroponica

 

La pietra diffusore va situata nella parte inferiore del contenitore, collegata con il tubo atossico alla pompa dell’aria, che rimane all’esterno. Anche la pompa dell’acqua deve essere disposta all’interno del contenitore, ovviamente, ed è collegata da un lato al tubo che eliminerà l’acqua, e dall’altra, con il cavo di rete, al timer, che servirà poi per programmare le irrigazioni.

Una volta preparato tutto ciò che rimarrà all’interno del contenitore, dovremmo provare a posizionare in un angolo i tubi e il cavo che escono dalle pompe, in modo che si possa posizionare correttamante il coperchio, il quale dovrà essere tagliato nell’angolo corrispondente. Si tratta di non far prendere luce all’interno una volta che è pieno d’acqua, per evitare la comparsa di alghe.

Portiamo il tubo che esce dalla pompa dell’acqua al vassoio di coltivazione o al tavolo e inseriamo i contagocce che porteranno l’acqua alle piante, dal tubo ai vasi o alla lana di roccia. A tal proposito puoi usare contagocce individuali da 4 litri/ora, gruppi di 8 come l’octopussy o altri come il modello Medusa che uniscono più contagocce, dipende dal numero di piante che vuoi mettere per m2. Sotto lo scarico della vaschetta possiamo mettere un secchio per raccogliere l’acqua di scarico, e avremo così pronto il nostro kit idroponico.

 

 

📱 Come coltivare la marijuana in idroponica passo dopo passo

 

La cosa più normale è partire da talee della stessa pianta madre quando si va a coltivare erba in idroponica indoor, realizzando una monocoltura. Questo per diversi motivi, in primo luogo perché quando si condivide l’acqua di irrigazione l’ideale è che tutte le piante del raccolto si nutrano allo stesso modo o nel modo più simile possibile, anche per evitare che alcune crescano molto più di altre, e soprattutto perché alcune non finiscano il proprio ciclo prima delle altre.

Se radichi i cloni in tasselli di lana di roccia, in seguito potrai passarli a cubi più grandi o lastre di lana di roccia. Nel caso di utilizzo di un aero-clonatore, puoi usare piccoli vasi a rete con palline di argilla espansa. Successivamente si possono mettere i cloni radicati in questo modo in vasi con argilla più grande, proprio come se si stesse facendo un normale rinvaso.

Fotografia dell'interno di un aero-clonatore dove le radici possono essere viste crescere *
Fotografia dell’interno di un aero-clonatore dove le radici possono essere viste crescere *

 

Una volta trapiantati i nostri cloni nei vasi grandi, lastre di lana di roccia o vasi con palline di argilla, iniziamo con la prima settimana di crescita.

 

 

👾 Dieta idroponica, come preparare la soluzione nutritiva per l’irrigazione

 

Idealmente, usa acqua di osmosi e inizia con acqua con EC = 0. Riempiamo il contenitore e aggiungiamo calcio e magnesio per arrivare a 0,4 CE, personalmente consiglio Cal-Max di Grotek, che ha un’ottima composizione. Questa sarà l’acqua di base che useremo sempre, da qui ogni settimana aggiungeremo i nutrienti che saranno necessari in ogni fase, seguendo la tabella di coltivazione della marca di fertilizzanti che più ci piace; noi andremo a basarci sulla tabella GHE.

Immagine del grafico di coltivazione GHE Hydroponics *
Immagine del grafico di coltivazione GHE Hydroponics *

 

In questa tabella sono indicate 3 settimane di crescita, che per alcune varietà potrebbero essere troppe, finendo per ingrandirsi troppo. Tieni presente che nell’idroponica le piante crescono molto più velocemente: è possibile quindi che già con una settimana di crescita i tuoi cloni raggiungano una dimensione sufficiente per cambiare il fotoperiodo in fioritura.

Un’altra cosa da tenere a mente è che devi cambiare l’acqua e pulire la vasca quando passi dalla crescita alla fioritura, e poi un paio di volte durante la fioritura, quando aggiungi prodotti per ingrassare le cime (se li usi) e quando ti accingi a fare il lavaggio delle radici.

 

 

L’importanza del PH nell’idroponica

 

La regolazione del PH è molto importante nella coltivazione della cannabis, soprattutto indoor, e più che mai nella coltivazione fuori suolo, come in questo caso. Se non le alimentiamo in ogni fase con il suo corrispondente livello di PH, le piante non saranno in grado di assimilare i nutrienti dall’irrigazione, e inizieranno a mostrare carenze in breve tempo.

Quando coltiviamo in terra, il PH varia tra 6 e 6,5 circa e può raggiungere 6,8 alla fine della fioritura. Invece, nella coltivazione idroponica della cannabis, il livello di PH inizia a 5,5 durante la crescita e aumenta gradualmente fino a 6,3 alla fine della fioritura, al ritmo di 0,1 o 0,2 di PH a settimana. .

È importante controllare il PH del contenitore almeno una volta al giorno, poiché molto probabilmente dovrà essere regolato, e calibrare i misuratori di EC e PH ogni 15 giorni o ogni mese al massimo, poiché una differenza di oltre 2 decimi può significare problemi nutrizionali.

 

 

🎯 Tabella di PH ed EC nelle colture idroponiche

 

Se preferisci basarti sui valori settimanali di PH ed EC, piuttosto che sulle tabelle di coltivazione offerte dalle marche di fertilizzanti idroponici liquidi, ti lascio questo schema. Può servirti come riferimento in quanto è pensato per tutte le varietà in generale, ma tieni presente che poi ognuna si nutre in un modo diverso, e alcune genetiche potrebbero aver bisogno di un pò più di cibo, così come potrebbe essere che alcune crescano meglio con meno.

 

sett. 1

18 H

sett. 2

18 H

sett. 1

12 H

sett. 2

12 H

sett. 3

12 H

sett. 4

12 H

sett. 5

12 H

sett. 6

12 H

sett. 7

12 H

sett.8

12 H

PH5.55.75.96.06.16.16.26.26.36.3
EC0.60.81.11.31.51.71.81.81.60.4

 

 

🔥 Tempo di irrigazione nei sistemi idroponic

 

Su questo punto c’è un dibattito aperto, poiché ci sono coltivatori che preferiscono avere irrigazioni continue, altri ogni 15 minuti e altri solo 15 minuti ogni ora. Dalla nostra esperienza possiamo dire che se il sistema idroponico si basa su un contenitore con Arlita, come il Wilma di Atami o l’Hydro Dutch Pot di GHE, si può avere un’irrigazione continua, ma se è una lastra di lana di roccia con 15 minuti ogni ora potrebbe essere sufficiente.

L’ideale è monitorare lo sviluppo delle piante, perché anche lo stesso sistema di coltivazione può richiedere tempi di irrigazione diversi a seconda delle condizioni ambientali, delle dimensioni delle piante o della configurazione del locale stesso. È anche importante sapere che, come per le quantità di nutrienti, ci sono varietà che consumano più acqua di altre

 

 

➕ Conclusione

 

La coltivazione di maríjuana in idroponica è la più interessante dal punto di vista commerciale, poiché può essere raggiunta la massima produzione di cime nel minor tempo possibile. Se non l’hai ancora provata, ti consiglio di farlo, perché ti potresti lasciar sfuggire un modo per moltiplicare facilmente le prestazioni. Ricordati di condividere questo articolo in modo che raggiunga il maggior numero di persone, grazie.

 

[Voti: 0   Media: 0/5]
Fran Quesada Moya
Fran Quesada Moya
Redattore di Pevgrow, attivista e cannabis-freak in tutti i suoi campi, in particolare per quanto riguarda la selezione e lo sviluppo di nuove varietà.
See more posts

Lascia un commento